Una porta d’acqua per Old Goa

Questo progetto fa parte della mia tesi di laurea, redatta tra il 2015 e il 2016. La tesi è nata da un viaggio a cui ho partecipato nel febbraio 2015, in India, promosso dall’Università di Padova, dal Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale e dall’agenzia Proviaggi Architettura.
Durante il viaggio ho avuto la possibilità di visitare il sito Unesco di Old Goa, i suoi monumenti, le sue chiese cristiane e l’assetto urbano impostato durante il dominio portoghese.
Qui, dopo un sopralluogo dell’area, è nata l’idea da cui ha preso vita l’intera tesi: la riqualificazione del fronte fiume di Old Goa, su cui sbarcarono i portoghesi nel XVI secolo.

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La città storica di Old Goa o Velha Goa si trova a circa 10 chilometri ad Est di Panjim, capitale dello stato indiano di Goa, il quale prende il nome dalla capitale precedente, Velha Goa, appunto, che si trova sull’isola di Tiswady, formata a nord dal fiume Mandovi, sulle cui sponde si affaccia Old Goa.
Velha Goa, prima di diventare capitale, ha subìto durante la sua storia molti cambiamenti politici e urbani, grazie alla sua posizione strategica sulla costa occidentale dell’India.
Inizialmente essa era abitata da popolazioni locali, poi dal XIV al XVI secolo si susseguirono diverse conquiste di tribù indù e imperi musulmani. La vicenda che ha però cambiato l’intera conformazione della città è la conquista da parte dei portoghesi nel 1510, dominio che resisterà fino agli anni Sessanta del Novecento. Questa permanenza così prolungata ha permesso a Velha Goa di diventare centro cristiano dell’intera India, peculiarità che, grazie ai suoi numerosi monumenti, le ha permesso di rientrare tra i beni protetti dall’Unesco.

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Nel XVIII secolo Old Goa, capitale dello Stato dell’India portoghese, venne abbandonata in favore della vicina Panjim, venendo così svuotata delle sue funzioni urbane e diventando di fatto una città-museo.
Molti monumenti storici sono stati abbattuti o con il tempo sono crollati e la vegetazione ha cominciato ad invadere buona parte del sito.
Dagli anni Ottanta, però, grazie all’intervento dell’Unesco, sono iniziati numerosi lavori di manutenzione e recupero, che hanno aumentato l’interesse turistico per i monumenti e la città stessa.

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Oltre alle chiese e ai monumenti, è stata liberata dalla vegetazione la vecchia Rua Direita, l’asse viario principale su cui si basava l’intero assetto urbano della città portoghese. Essa nasce dalla sponda del fiume Mandovi, passa sotto l’Arco del Vicerè, che segnava l’ingresso alle mura antiche, e prosegue all’interno del sito storico. Oggi questa strada ha perso d’importanza, facendo perdere alla città l’assetto urbano basato sulla Rua Direita. Oggi l’ingresso alla città è rappresentato dalle strade extraurbane, che da Panjim portano ad Old Goa, attraversandola e superandola. Non vi è più una vera e propria porta della città, negando non solo lo storico asse urbano, ma perdendo anche un’importante memoria storica.

Con la perdita d’importanza della Rua direita, la zona che si affaccia sulla la riva sud del fiume Mandovi, ha perso l’accezione di accesso principale alla città. Qui in epoca coloniale si trovava l’Arsenale e si affacciava il Palazzo del Viceré; mentre oggi del vecchio accesso alla città, rimane solamente una banchina di cemento, immersa nell’acqua, su cui attracca quotidianamente un traghetto che trasporta persone e automobili provenienti dalla riva opposta e dirette verso l’isola di Tiswady.
Attualmente la zona è una parte marginale della città, un punto di passaggio, in cui l’Arco del Viceré non è più ingresso monumentale, ma ostacolo da sorpassare. È necessario, quindi, ribaltare la concezione di questa zona, ricucendo i rapporti tra il centro monumentale e la riva, riportando al centro dell’assetto urbano la Rua Direita, che ritornerà così ad essere un asse portante e non una semplice via d’attraversamento.
E’ qui che nasce l’idea della porta d’acqua, che dovrà quindi presentarsi come rinnovamento urbano e funzionale, un ingresso alla città in grado di riportare vita sulla riva del fiume Mandovi, la quale diventerà un nuovo centro del sito storico e non più margine abbandonato, ricucendo il rapporto tra il sito storico e il fiume Mandovi.

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L’idea progettuale prende vita a partire da questa sua posizione cardine, punto in cui i passeggeri, arrivando dal fiume, possono accedere al sito storico di Old Goa. La porta d’acqua si propone, in questo modo, come ingresso alla città, ruolo che fino al dominio portoghese era proprio dell’Arco del Viceré, situato di fronte all’area di progetto, con cui instaura una relazione diretta. Il progetto assume, così, un ruolo centrale nell’urbanistica di Velha Goa, instaurando un rapporto con l’asse viario principale e una seconda relazione con il fiume Mandovi, lungo cui si estende, ridisegnandone la sponda e realizzando una passerella in grado di contenere nuove funzioni a servizio della città.
La porta d’acqua si propone, in questo modo, come soluzione urbana e architettonica. Essa è al tempo stesso attracco, terminal e waterfont, in grado di rivitalizzare la riva del fiume e ridare importanza all’asse urbano storico.

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L’intero progetto si estende lungo una passerella di legno, che rialzandosi e ripiegandosi crea spazi adatti ad ospitare diverse funzioni. Il motivo per cui queste ripiegature della superficie siano quasi sempre inclinate, è dovuto al contesto in cui sono poste. Solitamente nei mesi di maggio e giugno, infatti, Goa viene colpita da forti monsoni, motivo per cui le costruzioni goane sono tipicamente ricoperte da falde molto spioventi. In questo progetto, le inclinazioni della superficie sono dunque sia un riparo dalle forti piogge monsoniche, come nel caso del terminal centrale, in cui si allargano per fornire ulteriore protezione, ma diventano anche occasione per realizzare spazi in grado di accogliere servizi e funzioni diverse.

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Il terminal passeggeri si trova nella parte centrale del progetto. L’intera struttura segue un doppio andamento, quello trasversale del waterfront e quello diagonale derivante dalla direzione della Rua Direita. Nel punto d’incontro delle due direzioni, la passerella si alza per far posto alla vera e propria porta d’acqua, che viene così incorniciata dal legno, creando una sorta di portale trasparente, che diventa proseguimento dell’asse viario e urbano della città.
In questo modo vengono realizzati due livelli distinti, quello al piano terra occupato dal terminal passeggeri, la biglietteria, i servizi e l’attracco del traghetto, e quello al livello superiore su cui la passerella si rialza per creare un punto panoramico verso la città e il fiume. È il caso della parte ovest del terminal dove è stata pensata una scalinata, che assieme a quella creata dal terminal stesso, ospita delle sedute da cui poter assistere ad eventuali spettacoli che si possono tenere sul palco centrale. Nella parte est, invece, la passerella si ripiega e diventa bar a servizio della porta d’acqua.

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La parte est del progetto ospita le funzioni dedicate all’attracco delle barche provenienti dal fiume. Essa è composta dai posti barca e dai servizi annessi: due bagni attrezzati e la parte direzionale che controlla il traffico delle imbarcazioni. All’estremità spicca un faro, che si contrappone a quello all’estremità est del waterfront.
L’attracco è pensato per accogliere le barche dei visitatori, ampliando il concetto di porta d’acqua, che non si limita solo al terminal centrale. Questi posti barca, durante la festa di San Francesco, possono inoltre ospitare le imbarcazioni dei fedeli, creando nuovi posti di alloggio e sopperendo alla mancanza di quelli sulla terraferma.

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La parte ovest del progetto è composta da uno spiazzo circondato da sedute, le quali sono ricavate dai ripiegamenti della superficie. Old Goa è completamente priva di vere e proprie piazze in grado di accogliere la vita pubblica, la quale si disperde tra le spianate ricavate tra le chiese e i monumenti. Questa parte del progetto, quindi, potrebbe potenzialmente diventare un luogo di ritrovo, un posto dove sostare e vivere lo spazio pubblico. L’estremità ovest accoglie invece il secondo faro di segnalazione, sotto cui si trova una biglietteria. Qui vi è anche un secondo punto d’approdo per i traghetti, dedicato al trasporto di veicoli. È molto diffuso, infatti, lo spostamento in traghetto con l’automobile o la motocicletta, per cui si è voluta separare la zona carrabile dalla passerella pedonale, in modo da mantenere distinti i due flussi.

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In questo modo la porta d’acqua di Old Goa è allo stesso tempo un terminal, un’occasione di riqualificazione e una riprogettazione del waterfront. Essa si propone come un’opportunità per la città di ricollegarsi al fiume, al traffico marittimo e alle sue origini naturali e storiche. La porta d’acqua vuole essere così un nuovo polo attrattore, un nuovo modo di viaggiare verso Velha Goa,  diventando prolungamento della città e attrazione per il turismo, che è il vero motore dell’intero sito storico.

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