Nuova piazza per Stra

Stra, comune della provincia di Venezia, si trova presso il fiume Brenta, che si divide nel Naviglio di Brenta e nel Brenta, canale artificiale scavato nella seconda metà del XIX secolo e terminato nel 1896. Si estende su una superficie di 8,78 km2 e conta attualmente circa 6000 abitanti. Attualmente è composto da 3 centri abitati: Stra capoluogo, che si trova lungo la riva sinistra del Naviglio Brenta, San Pietro e Paluello, che invece sono situati lungo la sponda destra del fiume; un tempo, però, il nome Stra era attribuito all’attuale territorio di San Pietro, mentre il Capoluogo si chiamava Fossolovara, nome oggi scomparso dai nomi delle località e rimasto solamente nel nome della via che passa per il centro della piazza. I confini del Comune una volta erano giustificati dal fiume Brenta, ma da quando questo è stato deviato, essi sono diventati anacronistici ed irrazionali: Fiesso d’Artico ha i suoi confini dietro Villa Pisani, Vigonovo si incunea tra il Capoluogo e San Pietro, ma soprattutto la piazza di Stra confina direttamente con il comune padovano di Noventa.

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L’idea progettuale per la nuova piazza di Stra, parte da un’analisi storica sulla morfologia che essa ha avuto nel tempo. Ripercorrendo le foto storiche e la cartografia d’epoca si può notare come l’unico punto fisso che la piazza ha mantenuto nel tempo sia la sua forma, dichiarata soprattutto dalla strada statale che vi passa accanto. Questa forma, come si può notare dalle carte ottocentesche, non deriva conseguentemente al tracciamento dell’asse viario, bensì si trova già presente nella forma data dal vecchio corso del Brenta, prima che esso venisse deviato, attraverso una piccola insenatura del letto. Con lo spostamento del fiume e la conseguente costruzione della strada, la forma della piazza è stata mantenuta, affiancandovi proprio la carreggiata al tempo non ancora asfaltata, visibile nella fotografia del 1902. Da quel momento in poi, la piazza ha assunto la sua conformazione tipica, pronta ad accogliere sagre paesane e fiere di ogni genere. Essa non è cambiata nemmeno con lo spostamento della chiesa e la conseguente apertura di via Fossolovara tra il campanile e la nuova costruzione. L’idea principe dell’intero progetto parte proprio da questa analisi e dalla ferma volontà di mantenere intatta questa forma storica.

Ad una prima visita del sito, la prima cosa che spicca all’occhio dell’osservatore è sicuramente il totale disordine del luogo. La piazza, un tempo culla della vita cittadina è oggi ridotta ad un mero parcheggio per automobili di passaggio; proprio il traffico automobilistico sembra essere il maggior problema del centro storico: le automobili attraversano l’intero spazio cittadino, nodo viario principale del paese, che si ritrova a far confluire le più importanti arterie proprio all’interno della piazza. La strada dei Cento Anni che proviene dalla canonica, affianca la chiesa per poi circondarla completamente; un’altra, via Fossolovara, connette la parte a nord della chiesa con la strada principale, dividendo il campanile dalla chiesa stessa; mentre proprio la strada statale risulta essere il maggior problema, poiché qui vi ci passano migliaia di automobili al giorno, nonché camion di dimensioni più grandi degli edifici adiacenti. Lo spazio risulta così totalmente frammentato e di difficile accesso a livello pedonale, relegando la possibilità di una passeggiata a piccoli margini della stessa ed obbligando, praticamente, il raggiungimento della zona in automobile. Tutto ciò sembra ridurre la piazza ad una serie di spazi disomogenei e disorganizzati, privi di un’identità unitaria. Nemmeno i recenti interventi di risistemazione sono riusciti nell’intento di portare un’organizzazione all’interno di questo spazio, poiché non sono stati in grado di portare fino in fondo la possibilità di rendere pedonale l’intera area. Partendo dall’analisi del sito, il progetto come già accennato precedentemente, parte dalla volontà di mantenere la morfologia dell’area della piazza il più fedele possibile a quella affermatasi storicamente. Per fare ciò e per risolvere il problema ulteriore del traffico, si è voluto rendere l’intera zona pedonale, in modo da riportare la piazza ad una realtà vivibile interamente dai cittadini, senza ostacoli dovuti al traffico automobilistico e riportando l’area alla forma originale. Il primo intervento è stato quello di tracciare i due archi immaginari, aventi fuochi alle estremità della piazza, che si ritrovano evidenziati nella pavimentazione dell’area. Per caratterizzare maggiormente lo spazio e, soprattutto, per dare ordine al traffico verso la strada principale, è stato eretto un muro, contenitore di varie funzioni, che funge da filtro visivo e reale tra la strada a sud e la piazza Marconi. Dall’altro lato della piazza, i nuovi edifici sono stati allineati a quelli già esistenti e al secondo arco opposto a quello del muro contenitore.

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Una volta resa pedonale la piazza ci si è concentrati sulla viabilità attorno ad essa, orfana di collegamenti che prima si snodavano all’interno dell’area di progetto e che sono stati portati esternamente. Via Fossolovara, a nord, è stata deviata, non più tra il campanile e la chiesa, ma verso la strada statale in direzione ovest; la strada d’ingresso ad est della piazza è stata chiusa all’altezza dell’ultima casa disposta lungo di essa, in modo che non passasse più davanti alla chiesa; mentre la strada principale è stata affiancata al muro contenitore, provvista di marciapiede laterale e di corsia destinata alla fermata degli autobus di linea, in modo da renderla più contenuta, inoltre, è stata creata una rotonda dietro la casa della musica, attualmente circondata dalle tre arterie principali, provenienti da Padova, Noventa e dalla Riviera.

Un altro punto fondamentale del progetto è la restituzione del verde pubblico alla piazza. Un tempo essa era una zona verde, non asfaltata, oggi invece si presenta completamente cementificata, in maniera quasi soffocante. Per questo motivo si è deciso di creare una vasta superficie verde, ma per non togliere ulteriormente spazi alle funzioni principali dell’area, si è deciso di sopraelevarla, creando un parco pensile sopra gli edifici. Un parco dove i bambini del paese possono ritornare a giocare e dove gli adulti possono godersi una passeggiata, oggi impossibile solo a pensare.

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Come già detto in precedenza, la prima impressione che si ha osservando la piazza è di disorganizzazione. Attraverso questo progetto si vuole ritornare ad un’organizzazione spaziale della piazza. Un elemento fondamentale per far ciò è sicuramente il muro contenitore, che evita lo sguardo verso la caotica strada, creando una cortina dalle nuove funzioni. La seconda è invece data dal disegno geometrico del parco sopraelevato, che dal lato della piazza segue l’arco disegnato dall’allineamento dei prospetti sottostanti, mentre sull’affaccio verso la chiesa, sia ad est che ad ovest, segue gli assi imposti dalla chiesa, unificando ciò che ora sembra una casuale collocazione della chiesa rispetto alla piazza e riportando unità tra chiesa e campanile. Ciò, combinato al collegamento visivo che esso produce al livello del primo solaio, tra i diversi nuovi fabbricati, crea un’armonia visiva nuova, un’unità storica ritrovata.

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IL MUNICIPIO

Per prima cosa si è voluto portare il Municipio sul suolo della piazza e non più al di là della strada. Ciò rende possibile una collocazione simbolica sul terreno, proprio al centro della piazza. Risulta essere l’edificio più alto e di rilievo dell’intero intervento, chiuso sui lati, dove le aperture sono semplicemente una sequenza di finestre, ma aperto sulla piazza, in segno di apertura e trasparenza. È formato da due volumi, quello a sud contenente la sala consiliare e l’ufficio del sindaco, e quello a nord, contenete l’ufficio tecnico e il multisportello per i rapporti con i cittadini. Entrambi sono collegati da un corridoio vetrato, posto al di sotto del parco sopraelevato: in questo modo sembreranno due edifici, durante la passeggiata sul verde, in modo da conferire leggerezza, mentre sarà effettivamente visibile un unico edificio al livello del suolo, senza creare disgiunzione.

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LA PARTE COMMERCIALE

Un’ulteriore mancanza sul territorio della piazza è l’assenza quasi totale di negozi, così si è deciso di inserirli al di sotto della piastra contenente il parco, in una zona che è attualmente ricoperta di edificati frammentati e disomogenei. Nel progetto essa rimane racchiusa verso la strada principale, attraverso il muro contenitore, mentre nello spazio rimanente, crea attraverso dei volumi paratattici, una corte centrale, aperta sul cielo attraverso un foro circolare sulla piastra. I negozi sono di varie dimensioni e quindi adattabili a diverse tipologie commerciali: tutti sono disposti su un solo livello. Tra questi è stata inserita la banca a sud, a sostituzione di quella tolta per fare posto al nuovo municipio di progetto, dei bagni pubblici a nord-est e un piccolo ufficio nell’angolo nord-ovest.

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LA BIBLIOTECA E LA SALA CONVEGNI

A nord della chiesa, sotto una gradinata adatta a piccoli spettacoli o alla semplice socializzazione, vi sono due edifici: una biblioteca, ad ovest, con un patio interno che prende luce da un vuoto prodotto dalla piastra e una sala convegni, ad est.

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IL MURO CONTENITORE

All’interno del muro che separa la piazza dalla via principale, si trovano diverse funzioni, scandite da un regolare intervallare di alberi, posti all’interno di esso. Vi sono dei passaggi, percorribili secondo la mossa del cavallo, che permettono un filtro-percorso fisico tra la piazza e la strada, delle panchine coperte, rivolte verso la piazza, delle pensiline per l’attesa dell’autobus verso la strada e quattro piccoli negozi, adatti ad ospitare una biglietteria, un fiorista, un’edicola e una zona informazioni.

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A nord-ovest dell’intervento, sotto il parco sopraelevato è stato inserito un parcheggio, in sostituzione di quello tolto dalla piazza, accessibile da tutte le vie esterne alla zona. In questo modo la pedonalizzazione della piazza non rende problematica la sosta automobilistica.

Tutti gli alberi si impostano alla quota zero, bucando la piastra contenete il parco sopraelevato, in modo da permettere l’entrata di aria e luce dall’alto, ma creando anche ombra lungo il parco al livello superiore.

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