Casa a patio

L’idea di progetto parte dal considerare, lungo i confini del lotto, dei muri che impediscano l’accesso sensoriale all’interno dell’abitazione. Questi muri, oltre a contenere l’intera casa, hanno subito un ispessimento e uno svuotamento interno, diventando dei muri abitabili ispirati all’opera di Kahn e a quella successiva dei fratelli Mateus. I muri esterni diventano, così, confine e limite tra interno ed esterno, ma anche luogo contenitore di spazi serventi necessari alla funzionalità della casa. Spazio intermedio o parte della casa, il muro diventa quindi fulcro fondamentale dell’intero progetto che nasce e si adatta attorno e all’interno di esso.

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Nello sviluppo dell’elemento fondante dei muri abitabili, il progetto si è riservato di dare importanza massima all’introversione dell’abitare. Il tema del patio si lega, infatti, all’idea di intimità e riservatezza, portando a considerare l’intera casa come un’entità che si sviluppa e prende vita attorno ad un vuoto, fulcro della domesticità. Qui, il progetto, volendo evitare l’accesso sensoriale dall’esterno, crea delle barriere fisiche che impediscono un accesso diretto all’abitazione ed evita aperture verso l’esterno in ogni lato della casa. I tre patii scandiscono così un percorso lineare di purificazione dall’esterno, percorso che inizia dal primo patio d’ingresso, fino ad arrivare all’hortus conclusus posto dalla parte opposta della casa.

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L’intero progetto ruota attorno a tre patii, ognuno con una propria funzione. Il primo patio, con le sue panche e l’accesso diretto dall’esterno, è un patio d’ingresso dove viene anticipato l’intero intento della costruzione; qui la vista verso l’interno è ancora riparata, si tratta infatti di un luogo di mediazione e di attesa. Il patio centrale è, invece, il cuore della casa, attorno a cui si sviluppano tutti i percorsi; è un luogo sospeso nella trasparenza data dalle due grandi vetrate e ha un ruolo centrale nell’illuminazione dell’intera abitazione. L’ultimo patio, infine, l’hortus conclusus, è un luogo più spazioso, grazie anche alla dissoluzione dei muri esterni; qui si possono svolgere diverse attività: è un prolungamento della zona giorno, uno spazio aggiuntivo che nel progetto diventa fondamentale.

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All’interno del patio centrale è stato posizionato una stanza spirituale, luogo di silenzio e di meditazione. Dall’esterno, questo blocco, sembra un prisma su cui la luce si riflette; la forma con cui è stato progettato, accentua le parti più importanti della casa, realizzando delle viste privilegiate e alternando trasparenza e opacità. All’interno la stanza perde tutti gli assi di riferimento, raccogliendosi attorno ad un cubo pieno d’acqua su cui si riflettono il sole e la luce provenienti dall’apertura sul soffitto. Qui, seduti sulle panche o raccolti attorno al cubo, si può, così, godere della vista del cielo.

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